Voslab’s Weblog

Il Voslab è una factory che ha l’obiettivo di ascoltarti, capirti e riflettere in modo chiaro e forte la tua identità.

Con sensibilità e competenza ci impegniamo a valorizzare la tua brand identity e tutto il cosmo comunicativo di cui hai bisogno. Adesso.

Marcare i tuoi punti di forza, scovare le tue potenzialità e materializzare lo spirito aziendale in modo chiaro, personale, unico.

Vos è la mano che ti dipinge e che è pronta a stringere la tua.

Affidati a noi.

Vos, thinkin’ of you.

Elena Cuomo
Valentina D’Andrea
Grazia Di Leo
Fulvio Minichini
Luciano Salvati
Raffaele Cappuccio

Che cos’è il Mediterraneo?

Mille cose insieme. Non un paesaggio, ma innumerevoli paesaggi.

Non un mare, ma un susseguirsi di mari.

Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre

Fernand Braudel, Il Mediterraneo


Può una città come Napoli diventare protagonista del mondo mediterraneo?

Potrà mai accogliere in sé le culture, le potenzialità artistiche ed espressive di dieci città con lo scopo di costruire un’unica identità, un linguaggio comune ma che allo stesso tempo tuteli e rispetti le differenze specifiche di queste civiltà “imbevute” dallo stesso mare?

E’ la promessa diventata ormai un progetto che sta ora compiendo i suoi primi passi partendo proprio dal capoluogo campano.

Venerdì 5 e sabato 6 marzo all´Hotel Royal Continental di Napoli si è tenuto il primo appuntamento di “Le città del Mediterraneo atto primo – Il progetto” che nasce dall’accordo delle regioni Sicilia e Campania con il sostegno del ministero per lo Sviluppo Economico e del ministero degli Esteri. Organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival e da Riso,  Museo d’Arte contemporanea della Sicilia, il progetto ha l’obiettivo di favorire il dialogo, l’interscambio e la collaborazione nel settore della cultura e dell’arte tra i Paesi che si affacciano sulle sponde nord e sud del Mediterraneo.

Renato Quaglia, direttore artistico e organizzativo del progetto, afferma che “Quello che proponiamo è un nuovo Grand Tour di Napoli e della Sicilia. Ma se quello del passato portava i viaggiatori dall’Europa all’Italia, ora si verrà in Italia per conoscere il Mediterraneo”.

Nel corso del triennio 2010-2012 il progetto svilupperà una serie di iniziative per costruire reti di partenariato, piccole e media imprese, istituzioni culturali e centri di formazione e culminerà nel mese di settembre del 2011.

“Nel settembre del 2011 – ha proseguito Quaglia – Napoli ospiterà dieci città del Mediterraneo e diventerà “una città delle città”, ospitando in una serie di spazi vuoti, dai negozi ai “bassi” cittadini, le iniziative che quelle stesse città vorranno proporre, dalla musica al teatro, dalla poesia alla cucina, dall’artigianato alla cultura materiale”.

A Napoli, nel centro storico, verranno allestiti dei “quartieri temporanei”, che saranno animati da iniziative legate alla cultura, all’artigianato e al commercio che saranno gestite direttamente dalle città mediterranee coinvolte. In Sicilia, invece, saranno invitati venti Musei d’Arte Contemporanea o Biennali d’arte di città del Mediterraneo a proporre sezioni promosse dalle proprie istituzioni culturali che permetteranno di fare un viaggio nell’arte contemporanea del Mediterraneo.

Tra le città mediterranee coinvolte nel progetto: Tangeri, Algeri, Tunisi, Alessandria d’Egitto, Beirut, Damasco, Amman, Istanbul, Atene, Marsiglia, Siviglia, Palermo e Napoli.

Nei due giorni dell’incontro sono stati approfondite le strategie e le modalità del progetto con tre tavole rotonde tematiche di cui una dedicata ad Arte, Cultura e Sviluppo, una alle piccole e medie imprese del Mediterraneo ed una al ruolo della comunicazione e dell’informazione nel Mediterraneo con protagonisti i più importanti rappresentanti della comunicazione e del giornalismo del mondo mediterraneo.

L’obiettivo è stato quello di creare un gemellaggio fra quotidiani del centro e del sud Italia con quelli della sponda nord dell’Africa e tra le differenti eppur affini culture mediterranee.

“Ci interessa confrontarci non tanto con i governi- ha osservato Rachele Furfaro, presidente della Fondazione Campania dei festival – quanto con le città, i luoghi dove nascono le esperienze, economiche e culturali. E non avrei mai immaginato che una Fondazione nata per un festival – ha detto con riferimento al Festival Teatro Italia ormai giunto al suo terzo anno di vita e che ha ormai trovato a Napoli la sua sede permanente – potessero nascere progetti di questa portata”.

Da oggi inizia anche la collaborazione tra la Fondazione ed il Forum internazionale delle culture in programma per il 2013.

Come ogni anno, nel periodo delle feste natalizie, l’arte contemporanea lascia le sue tracce inconfondibili nella città di Napoli, e non solo nei luoghi tradizionalmente adibiti all’arte, ma anche nelle strade, nei vicoli, tra la gente.

Quest’anno le installazioni più interessanti sono state realizzate da Carsten Nicolai, artista tedesco diviso tra il mondo dell’arte contemporanea e quello della musica elettronica, considerato una delle figure più importanti del panorama artistico internazionale. Da alcuni anni egli esegue sperimentazioni sonore nel campo della musica elettronica sotto lo pseudonimo Alva Noto, eseguendo concerti all’interno di musei e spazi istituzionali tra cui il Solomon R. Guggenheim Museum a New York, il San Francisco Museum of Modern Art, il Centre Pompidou a Paris, la Kunsthaus di Graz e la Tate Modern di Londra.

Ed è Nicolai l’artista scelto da Regione Campania e Comune e Provincia di Napoli per la quindicesima edizione del tradizionale appuntamento che negli anni scorsi ha visto sfilare big del calibro di Mimmo Paladino, Jannis Kounellis, Mario Merz, Gilberto Zorio, Giulio Paolini, Anish Kapoor, Rebecca Horn, Joseph Kosuth, Richard Serra, Luciano Fabro, Sol LeWitt, Jenny Holzer, Michelangelo Pistoletto, Jan Fabre.

Le opere sono due, disegnate e progettate appositamente per “Barock”, la mostra del museo MADRE dedicata all’arte barocca contemporanea.

La prima installazione, Pionier I, posizionata nel cortile del museo, consiste in un paracadute, che ricorda vagamente quelli utilizzati per l’atterraggio delle capsule spaziali sulla superficie extraterrestre o quelli per lanciare carichi in territori inaccessibili. Gonfiato tramite un ventilatore, il paracadute è illuminato da una forte fonte di luce che ne evidenzia la struttura al calare della sera.

La seconda installazione, Pionier II, consiste in tre mongolfiere ad elio, illuminate e collegate al suolo tramite cavi metallici che ondeggiano in Piazza Plebiscito accompagnate da un suono di sottofondo, trasposizione sonora delle onde telluriche prodotte dal Vesuvio. Entrambe le installazioni affrontano il tema dell’interazione tra gli elementi artificiali e naturali, direttamente ispirati al rapporto contrastato che la città vive con il suo sottosuolo. Tutto ciò a voler rappresentare la difficoltà a raggiungere la stabilità e quanto un metodo sia facilmente sottovalutato o contraddetto.

«La componente visiva» spiega l’artista a “Il Mattino” «prevede tre sculture. Ognuna è composta da un pallone volante, riempito di elio e legato a una base a terra a forma di lamiera colorata. La componente audio prevede invece la trasmissione di un suono basso diffuso su tutta la piazza, partendo dal porticato di Palazzo Reale. Si tratta di un suono, elaborato con un software, dei dati trasmessi in tempo reale dall’istituto sismico dell’Osservatorio Vesuviano, sui movimenti tellurici di Napoli».

Quindi Pioneer sarà anche musica, il concerto della Terra, e potrà essere ballata. «Voglio anche far ballare i ragazzi» aggiunge Nicolai «perché l’arte è movimento non solo attraverso il tempo, ma anche attraverso i corpi. E lo farò anche il 17 dicembre, due giorni prima di inaugurare l’installazione, con una serata da dj al Madre». E sempre al museo MADRE, è stata esposta una sua opera che s’intitola semplicemente Ora”, nell’ambito della grande celebrazione della stagione del Barocco, che al Madre diventa inevitabilmente Barock”.

Far tornare il Barocco a Napoli significa esprimere attraverso forme artistiche nuove e contemporanee la crisi, le incertezze, l’instabilità, il disequilibrio di una città che cerca in ogni modo di comunicare ciò che prova. E’ arrivato il momento di “ascoltarla”.

Ancora attivo dopo anni di soprintendenza, Nicola Spinosa conclude il suo “ruolo artistico napoletano” con un nuovo regalo, giusto per le feste natalizie e da conservare almeno fino ad aprile: una nuova mostra!

Ritorno al Barocco

A circa 24 anni di distanza dalla mostra “Civiltà del seicento a Napoli“, Nicola Spinosa mette in luce un nuovo aspetto dell’arte napoletana che racchiude i segreti più reconditi dello stile  barocco tipico del Caravaggio e delle architetture pompose del Vanvitelli.

Ritorno al Barocco” è il titolo della presentazione delle opere che si dirameranno tra sei musei diversi di tutta la città di Napoli: patrimoni conosciuti da poco, donazioni da parte di privati o di Musei stranieri… insomma gioielli mai visti fino ad oggi, tutti in grado di tracciare un vero e proprio itinerario storico, artistico e culturale che racchiude tutte le meraviglie del periodo barocco napoletano!

Uno spettacolo d’arte che ha unito il Ministero per i Beni e le attività Culturali, la Regione Campania e l’Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali. La mostra si pone come scopo la ripresa delle bellezze della città di Napoli, che ad oggi non vive un periodo luminoso.

Un Seicento di tutto rispetto, che ha dato i natali a personaggi illustri e che vive ancora nelle strade di ogni città. Ma Napoli è il vero crogiolo del barocco puro, la città dall’essenza barocca in ogni suo aspetto, qui, dove le abitazioni grondano ancora di architetture barocche, ricche, dove ancora è possibile girare film che rievocano l’epoca borbonica e dove ancora riecheggia la maestosità dei re e la povertà cittadina. Un semplice richiamo al passato che cerca di vivacizzare Napoli con ciò che ancora la rende la città più bella al mondo: l’arte!

Insomma… gli antichi detti non tramontano mai: Vedi Napoli e poi muori!

6 le sedi della mostra:
- Capodimonte: “Storie sacre e profane da Caravaggio a Solimena” (1606-1747)
- Castel Sant’Elmo: “Restauro di dipinti e oggetti dal 1600 al 1750″ con foto di Luciano Pedicini
- Certosa e Museo di San Martino: “Il barocco in Certosa-scultura barocca-ritratti storici e immagini della città”
- Museo Duca di Martina: “Le arti decorative”
- Museo Pignatelli: “Natura in posa”
- Palazzo Reale: “Architettura, urbanistica e cartografia da Domenico Fontana a Ferdinando Sanfelice”,corredi barocchi nell’appartamento storico e presepe.

Buona visone!

festival

 

Dal 4 al 28 giugno 2009 Napoli si trasformerà in un gigantesco palcoscenico dove teatro, danza, musica, poesia e cultura faranno da padroni.

Anche quest’ anno, per la seconda edizione, il Napoli Teatro Festival Italia presenterà collaborazioni e coproduzioni internazionali, nuove creazioni, testi originali commissionati ad autori italiani e stranieri. 

Artisti italiani lavoreranno insieme ad artisti di altri paesi, costituendo compagnie provenienti da teatri e festival di tutto il mondo, dalla Germania alla Spagna, dalla Gran Bretagna alla Francia, dal Portogallo all’Argentina, a Singapore e Stati Uniti.  

Ancora una volta ad affascinare il pubblico napoletano e internazionale sarà la scelta degli spazi scenici: gli spettacoli non saranno rappresentati solo nei teatri più tradizionali e conosciuti al mondo, come il Teatro San Carlo o il Mercadante, ma anche nel Real Albergo dei Poveri, in antichi palazzi secenteschi e negli spazi di archeologia industriale. Ma soprattutto Napoli può vantare la presenza di luoghi “naturalmente” spettacolari e suggestivi come il sottosuolo cittadino.

La Sovrintendenza ha portato alla luce un teatro romano di 12.000 posti a cui si potrà accedere durante il Festival entrando da alcune case private in superficie. Gli spettatori saranno invitati a vedere spettacoli nei sotterranei della città, in una Napoli invisibile, ma mai assente, rivelata grazie alla magia dell’arte del teatro.

Allo stesso modo gli spettatori potranno assistere a performances dalla terrazza di un palazzo del centro, per seguire con cannocchiali e auricolari una storia che accade negli appartamenti dei palazzi intorno.

Insomma un evento imperdibile ed irripetibile per gli amanti del teatro e non solo.

Parte del programma sarà dedicato all’eco-sostenibilità, a cui il Festival ha scelto di aderire sin dall’inizio, diventando il primo festival italiano eco-free, con spettacoli riguardanti le grandi questioni ambientali.

Da quest’anno il Festival offre al pubblico le MyCARD, tessere gratuite per beneficiare di sconti e promozioni esclusive per una selezione di alberghi, bed&breakfast, ristoranti, pizzerie e negozi a Napoli, e per ricevere agevolazioni presso librerie, mostre, festival e teatri in tutta Italia fino alla fine dell’anno.

Per registrarsi e ricevere la MyCARD a casa propria basta registrarsi al sito http://ntfi.internetwork.it/

Nella città dai mille volti, ricca di fascino, poesia e storia, il Napoli Teatro Festival Italia prosegue su questo cammino che lo porta a dialogare, a confrontarsi e a collaborare con le maggiori capitali europee del teatro e con i più importanti Festival del mondo, offrendo un originale modello di impresa culturale.

 

Per scaricare il programma del Festival http://www.teatrofestivalitalia.it/magazineITA.pdf

 

http://www.teatrofestivalitalia.it

 

Il progetto Museo Diffuso (MD) nasce dalla volontà dell’Amministrazione provinciale con l’obiettivo di realizzare la promozione turistica e culturale del territorio napoletano con uno strumento nuovo e tecnologicamente avanzato.

 

Ma non solo: molti beni naturalistici e presenze storico-monumentali sono scarsamente protetti e tutelati, alcuni persino sconosciuti; grazie a MD, questo patrimonio verrà valorizzato e reso noto.

 

MD è interamente realizzato con le tecnologie di internet e con i sistemi geografici territoriali, ed è un’applicazione WebGIS, cioè consente di visualizzare i dati territoriali in una mappa interattiva dei beni culturali e naturalistici della Provincia di Napoli.

 

Le tecnologie GIS permettono di localizzare sul territorio il luogo prescelto rispettando la cartografia di base del territorio e visualizzandolo con immagini satellitari aggiornate.

 

Il target di riferimento è ampio e differenziato: il progetto non ha solo una valenza turistica, ma anche il semplice cittadino, lo studente, potranno trovare in MD un patrimonio di informazioni “certificate” messe a disposizione da un Ente pubblico al di fuori da ogni logica commerciale o promozionale. L’obiettivo è anche la “coscientizzazione” dei cittadini nei confronti del proprio territorio.

 

Al MD si accede tramite il portale dell’Ente http://www.provincia.napoli.it , e può essere visitato in due modalità: ricerca testuale, ricerca tradizionale all’interno dell’archivio tramite keyword della località o oggetto d’interesse del visitatore; ricerca interattiva, in stile GoogleMaps , è possibile trovare i punti d’interesse cercandoli sulla mappa del territorio.

 

Museo Diffuso propone anche otto itinerari tematici, che offrono al navigatore una serie di beni accomunati da una particolare chiave di lettura (ad es. “Baiae” ed i luoghi più suggestivi e culturali di questa località).

 

E’ interessante sapere che MD è realizzato in base ai requisiti tecnici di accessibilità e usabilità della Legge Stanca, ed allo standard WAI Web Accessibility, cioè i contenuti e i servizi sono disponibili per tutti gli utenti, indipendentemente dal sistema operativo, dagli strumenti di navigazione, dal browser utilizzato e dalla velocità di connessione.

 

Si spera che il progetto dia una giusta valorizzazione allo straordinario patrimonio partenopeo e provinciale, e che stimoli alla conoscenza delle nuove tecnologie informatiche interattive.

 

Buon viaggio su    http://sit.provincia.napoli.it/museodiffuso/mdb2web.asp

 

 

Home Page di Museo Diffuso

Home Page di Museo Diffuso

 

Le mappe interattive

Le mappe interattive

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli itinerari tematici

Gli itinerari tematici

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

Io non ci casco

Io non ci casco

“Io non ci casco”. No, non ci casco… e invece quando meno te l’aspetti ti succede qualcosa. Come nella trama di questo film: un ragazzo esce dalla scuola, prende il motorino e poi a un incrocio urta contro un’auto. L’impatto è violento e Marco (il ragazzo in questione) sbatte con la testa a terra. Tutta colpa di un casco male allacciato.

Il ragazzo viene ricoverato d’urgenza e dopo una lunga operazione rimane in vita,  anche se in coma irreversibile.  Le condizioni di Marco diventano l’occasione per i suoi amici e i suoi familiari di intraprendere un viaggio interiore. A turno tutti si alternano al capezzale del suo letto, e ognuno racconta le proprie ansie, le paure, le speranze.

Io non ci casco” è il terzo film di Pasquale Falcone, autore poliedrico in grado di coniugare con grande semplicità  il cabaret il cinema e il teatro. La pellicola giungerà nelle sale venerdì 5 dicembre e sarà distribuita dalla Medusa in ben 150 sale.

Nel cast, oltre allo stesso Falcone, ci saranno due attrici di fama internazionale: Ornella Muti e Maria Grazia Cucinotta. Ma anche intepreti straordinari del cinema napoletano, come Maurizio Casagrande, Antonio Casagrande, Rosaria De Cicco e Antonio Stornaiolo.

I veri protagonisti del film saranno però dodici ragazzi, tutti di origine campana, che tra l’altro reciteranno per la prima volta sul grande schermo. Inoltre su Facebook e su Myspace sono presenti le loro pagine ufficiali e i loro gruppi. Un modo per far conoscere all’intera blogsfera la straordinaria esperienza che hanno vissuto.

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5-7 novembre,  San Francisco

Web meets world

Il web 2.0 è ormai una realtà che influisce sul nostro modo di comunicare e lavorare. Il mondo della rete sta cambiando. Ora punta gli occhi verso il mondo in cui vive, quello reale.

Ne è prova il web 2.0 summit che, oltre alla questione su come monetizzare la rete o i servizi di social networking, verterà anche su temi sociali e ambientali.

 La quinta edizione del summit, che si svolgerà il 5-7 novembre a San Francisco, vuole entrare nel mondo, affrontando le questioni irrisolte e individuandone le  opportunità. Per questa ragione la prossima edizione del summit si chiamerà L’opportunità dei limiti.

 “I  leader dell’economia internet – spiega O’Reilly-  stanno volgendo la loro attenzione al di fuori del mondo della rete. E viceversa, le migliori menti della nostra generazione stanno guardando al web per trovare soluzioni”. Durante il quinto summit si tenterà proprio di avvicinare questi due gruppi.

 

Per ulteriori informazioni  visitate il sito web 2.0 summit.

 

  

 

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